LETTERATURA torna alla homepage
PRECICERONIANA CICERONIANA AUGUSTEA IMPERIALE RISORSE
     
Ovidio


  Cerca







Progetto Ovidio - database

 

 


 torna alla pagina precedente
 passim precedente

autore
brano
 
Cicerone
Pro rege Deiotaro, 18
 
originale
 
18. Quid ait medicus? Nihil de veneno. At id fieri potuit primum occultius in potione, in cibo; deinde etiam impunius fit, quod cum est factum, negari potest. Si palam te interemisset, omnium in se gentium non solum odia, sed etiam arma convertisset: si veneno, Iovis ille quidem hospitalis numen numquam celare potuisset, homines fortasse celasset. Quod igitur et conari occultius et efficere cautius potuit, id tibi et medico callido et servo, ut putabat, fideli, non credidit: de armis, de ferro, de insidiis celare te noluit?
 
traduzione
 
18 Eppure avrebbe potuto essere somministrato anzitutto pi? di nascosto in una bevanda, nel cibo; e poi anche in modo pi? sicuro, perch?, una volta somministrato, si pu? negare di averlo fatto. Se ti avesse fatto uccidere apertamente, avrebbe attirato su di s? non soltanto l'odio di tutti i popoli ma anche i loro eserciti; se l'avesse fatto con il veleno, di certo non avrebbe mai potuto agire di nascosto a Giove protettore degli ospiti, ma forse agli uomini s?. E allora, ci? che avrebbe potuto tramare lui stesso in modo pi? nascosto ed eseguire con maggior sicurezza, non lo demand? a te, seppure sei medico esperto e schiavo che credeva fedele: e non volle tenerti all'oscuro di sicari, di armi, di agguati?
 

aggiungi questa pagina ai preferiti aggiungi ai preferiti imposta progettovidio come pagina iniziale imposta come pagina iniziale  torna su

tutto il materiale presente su questo sito è a libera disposizione di tutti, ad uso didattico e personale, non profit/no copyright --- bukowski

  HOMEPAGE

  SEGNALA IL SITO

  FAQ 

ideatore, responsabile e content editor NUNZIO CASTALDI (bukowski)
powered by www.weben.it

Licenza Creative Commons
i contenuti di questo sito sono coperti da Licenza Creative Commons